I Paesi Bassi sono noti in tutta Europa per il loro stile di vita liberale.

L’ampiezza di vedute e il comportamento tollerante sono parte integrante del carattere di questo paese e sono ancora più evidenti nel quartiere a luci rosse di Amsterdam. La legalizzazione della prostituzione e della vendita di marijuana ha reso questa zona assolutamente unica nel mondo occidentale e attrae visitatori da ogni angolo del pianeta. Questo liberalismo non è tuttavia privo di aspetti controversi.
Il primo problema riscontrato è che ad Amsterdam, Mecca del turismo e destinazione mitica nell’immaginario collettivo, coloro che devono offrire un servizio adeguato ai clienti non compiono invece alcuno sforzo. Pur non volendo generalizzare, è vero che i costi sono spesso ingiustificatamente elevati e passare il tempo a giudicare se un locale è una semplice trappola per turisti o merita di essere visitato può divenire rapidamente frustrante.
Molto prima che i drink a buon prezzo oltre l’antica cortina di ferro divenissero l’obiettivo principale dei weekend festaioli, Amsterdam era già una destinazione molto amata. La città continua oggi a essere particolarmente apprezzata, se non dai viaggiatori amanti dell’alcool, che ormai si sono spostati altrove, sicuramente dai cultori dello sballo che impregnano le pittoresche strade della città con l’aroma della marijuana. Tutti i coffee shop che ho visitato vietano espressamente l’ingresso ai minori di 18 anni, ma ciò evidentemente non impedisce che quasi tutte le strade brulichino di teenager strafatti dagli occhi vitrei e l’espressione imbambolata. Credo che gli adolescenti abbiano diritto a divertirsi come chiunque altro, ma ho sempre pensato che sarebbe meglio che lo facessero vicino a casa, dove i genitori possono facilmente raggiungerli.
Le ragazze in vetrina sono un altro dei miei dilemmi. Non ho assolutamente nulla contro la prostituzione legalizzata e non posso che augurare buona fortuna a una donna (o a un uomo) che ha deciso di utilizzare il proprio corpo per guardagnarsi da vivere. Avere però la garanzia che queste persone siano consenzienti è davvero difficile, soprattutto alla luce del traffico di essere umani, una piaga in continuo sviluppo in tutto il mondo che ha comportato l’uscita dal mercato delle prostitute consenzienti e l’arrivo sempre più massiccio di lavoratrici schiave che provengono da paesi poveri e sono molto più “economiche”.
Questo articolo dà forse un’immagine negativa del quartiere a luci rosse di Amsterdam che non corrisponde completamente alla realtà. Come in tutte le cose, esistono aspetti buoni e meno buoni. Le persone che considerano dall’alto in basso questa zona e la reputano soltanto un luogo di perdizione, non potranno mai coglierne le qualità. Allo stesso tempo, chi la ritiene solamente la culla del liberalismo e della tolleranza, ne trascura i lati negativi.











2 commenti al “Quartiere a Luci Rosse di Amsterdam: affascinante o pacchiano?”
Segnala un commento inappropriato12 agosto 2010 alle 12:34
Affascinantissimo!!!!
Proibito toglierlo!!!!
12 agosto 2010 alle 13:55
divertente molto divertente e una cosa che non si può togliere
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