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Curiosità

Limoncello: un delizioso souvenir di Ischia

sabato, 26 luglio 2014

Infinite varianti e ricette, ma nessuna riesce a eguagliare l’originale. Stiamo parlando del famoso limoncello, che è diventato ormai uno dei simboli dell’assolata Ischia, e portavoce della gastronomia italiana in tutto il mondo.

Limoncello

Ischia è tutta da visitare e scoprire, perché ogni angolo nasconde qualcosa di speciale: il Castello Aragonese, il museo-giardino di Lady Walton, la Torre di Michelangelo. Dal mare meraviglioso e cristallino all’affascinante centro storico, niente può essere trascurato. Tantomeno lo shopping goloso! Tantissimi negozietti vendono quello che è famoso per essere il più buon limoncello del Bel Paese, disponibile in diverse varianti (con pompelmo, mandarini, arance, e perfino con spezie o con cioccolato) tutte inventate dagli esperti artigiani del luogo: assaggiate pure!

Un soggiorno in uno dei graziosi hotel di Ischia permette di godervi una vacanza rilassante ed esclusiva, all’insegna del divertimento e della spensieratezza: affittate una bici per muovervi sull’isola, prendetevi il vostro tempo per lunghe passeggiate sulla spiaggia e per viziarvi con un bagno termale nelle sorgenti vulcaniche.

Le vicine di Ischia si contendono la paternità di questo liquore delizioso: tra tutte Capri e Amalfi. Certo è che il periodo della sua comparsa risale agli inizi del 1900, e che la sua storia sia tutta un aneddoto. Si dice che signora Maria Antonia Farace coltivasse uno splendido giardino di limoni e arance. Nel dopoguerra fu il nipote che servì per la prima volta questo liquore nel suo ristorante, utilizzando i limoni del giardino della nonna (o della zia, a seconda di chi vi racconterà la storia!)
Si dice che i pescatori dell’isola bevessero limoncello per tenere lontano il freddo delle lunghe nottate in mare; altri dicono che i frati lo bevessero tra una preghiera e l’altra.

La ricetta originale prevede un po’ di pazienza, pochi ingredienti e un processo minuzioso e accurato. L’ingrediente fondamentale, da cui dipendono la bontà e il successo di questo liquore, sono ovviamente i limoni, che devono essere a buccia spessa (e rigorosamente di Sorrento, dicono alcuni… la discussione è aperta!). Lavate bene la buccia e prelevate con un coltello solo la parte gialla (quella bianca è amara!) che va messa in un recipiente di vetro. Ricoprite le bucce con alcool buongusto a 90°e aspettate pazientemente almeno una settimana (anche in questo caso, ci sono molte versioni della ricetta, con vari tempi di attesa), ricordandovi di mescolare tutto di tanto in tanto. Va infine aggiunto uno sciroppo di zucchero. È necessario aspettare circa un mese perché il gusto si stabilizzi e il liquore sia pronto!
Potete conservare il limoncello a temperatura ambiente, in frigorifero o addirittura in freezer: a fine pasto è davvero speciale, perché il suo profumo si sposa benissimo con frutta e dolci. Con la pastiera o sul gelato, ad esempio, è perfetto. Servitelo ghiacciato ai vostri amici, specie d’estate, magari in tanti piccoli bicchierini. Gli hotel a Ischia propongono ai loro ospiti torte, gelati e macedonie al profumo di limoncello, ed è davvero un’idea da riproporre a casa!

Chissà, se farete amicizia con uno degli artigiani del luogo, forse riuscirete a portarvi a casa qualche piccolo segreto che vi aiuterà nella preparazione di questo liquore, così amato a Ischia e nel mondo!

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Informazioni sull'autore

Venere Travel Blog writer lea

Lea vive a Roma, ma la sua famiglia d’origine è un grande melting pot. Il suo trolley rosso è sempre pronto per qualche nuova avventura! Ama i libri “di carta” e perciò gli e-books le stanno proprio antipatici. Nel tempo libero ama imparare qualche piccolo gioco di prestigio. Sogna di avere una moto tutta per sé.Google+

2 commenti al “Limoncello: un delizioso souvenir di Ischia”

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  1. giulio dice:
    20 agosto 2014 alle 23:24

    Ad Ischia fanno bene anche il Nocino

  2. Sorrento fan dice:
    9 ottobre 2014 alle 12:55

    Se i limoni devono essere rigorosamente di Sorrento, anche la paternità della ricetta dovrebbe esserlo, voi che dite?


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